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10/09/2007
Occorre chiudere per lavori in corso. La tesi. O la scrivo, o mi ammazzo. Prima il dovere e poi il piacere. Non aspettatevi aggiornamenti rapidi. Resistere, fino al massimo a Gennaio. E poi sarò libera.
È una soleggiata mattina d’inizio primavera.
Nelle stanze della Torre, Akio e Utena fanno colazione.
Tè english brekfast, orzo e frollini sulla tovaglia candida, e mazzi di fragranti rose ovunque.
Il bellissimo ragazzo, in vena di slanci poetici fin dal primo mattino, prende un biscotto al cacao, lo alza al cielo, come specchiandosi in esso, e poi, facendo il verso ad una reclame, domanda: - Può un angolo di cielo essere rotondo?
E Utena, senza smettere di bere il suo caffellatte, risponde:- Se è un angolo giro, sì.
in storie- saint seiya
14/04/2007
È stupefacente vedere come il racconto che ha più commenti sia Scripta Manent, che è una storia sotto chiave. Mistero...
Io non l'avrei mai creduto possibile.
Mai. Nemmeno nelle mie più recondite fantasie.
E invece è successo.
Sto lavorando ad una fanfiction, e fin qui tutto regolare.
Il 'problema' è il soggetto della stessa.
Superboy.
Wonder Girl.
Come dicevano i Borg, "La resistenza è inutile".
in storie, la mamma dei cretini
06/02/2007
Mi scrive Ichigo90:
"Cara Francine, ho saputo che sul tuo sito c'era una storia completa su Nadja e sono andata a vedere, ma c'è solo il primo capitolo. E gli altri? Li hai tolti? Come mai?"
Allora, la lettera di Ichigo90 ( riportata con il suo permesso e con nome cambiato) mi ha lasciato alquanto perplessa. E poiché è già la seconda che ho ricevuto da un mese a questa parte, ritengo sia giusto fare chiarezza.
È vero, sul mio sito c'è una storia dedicata all'orfanella di Applefields, ma non solo non è conclusa, ma è addirittura arenata al primo capitolo!
Il problema è molto semplice: mi manca il tempo. Il tempo di battere una trantina di pagine scritte fitte fitte e, soprattutto, di porre rimedio ad un'evidente castroneria messa in piedi per mancanza di una coordinata.
In pratica: io credevo che Hermann fosse il fratello maggiore di Colette, e non il minore come in realtà è.
Purtroppo non posso cambiare semplicemente i due aggettivi, ma mi tocca rivedere la storia dal principio. E poiché il tempo è quel che è, credo che mi sottoporrò all'arduo compito una volta conclusa la tesi.
Per cui, la fanfiction su Nadja resterà ferma al primo capitolo - ossia l'introduzione- per molto, molto tempo ancora. Ho messo on-line solo quel capitolo, e non ne ho inseriti altri per poi toglierli frettolosamente. Che senso avrebbe avuto?
Mi spiace per Ichigo90, e per le altre fan di Nadja, ma si tratterà di aspettare qualche mese. Nel frattempo, prmetto di mettere on-line un'altra storia ambientata nell'universo della piccola ballerina; i protagonisti?
Per il momento i loro nomi sono top-secret, ma conoscendomi non dovrebbe essere troppo complesso risolvere l'enigma.
Cara Ichigo90, forse l'amico che ti ha dato quest'informazione inesatta ha visto soltanto il link alla storia di Nadja, senza preoccuparsi di vedere se fosse conclusa.
A volte succede. Sapessi le castronerie che spara la gente che si crede colta e istruita!
Quindi, non sgozzarlo ma armati di sana pazienza. E la prossima volta, prima di credere a chi intende fischi per fiaschi, verifica con i tuoi stessi occhi. E controlla l'attendibilità della fonte.
Spero di aver chiarito ogni tuo dubbio.
Continua a seguirmi lo stesso!
Francine
in letteratura, leggende, fiabe, la mamma dei cretini
30/01/2007
Un po' di cultura classica non fa mai male.
Ad rivum eundem lupus et agnus venerant,
siti compulsi. Superior stabat lupus,
longeque inferior agnus. Tunc fauce improba
latro incitatus iurgii causam intulit;
'Cur' inquit 'turbulentam fecisti mihi
aquam bibenti?' Laniger contra timens
'Qui possum, quaeso, facere quod quereris, lupe?
A te decurrit ad meos haustus liquor'.
Repulsus ille veritatis viribus
'Ante hos sex menses male' ait 'dixisti mihi'.
Respondit agnus 'Equidem natus non eram'.
'Pater hercle tuus' ille inquit 'male dixit mihi';
atque ita correptum lacerat iniusta nece.
Haec propter illos scripta est homines fabula
qui fictis causis innocentes opprimunt.
Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, giungono allo stesso ruscello; il lupo stava più in alto, e l'agnello molto più in basso. Allora il malvagio, stimolato dalla fame insaziabile, trova un motivo per litigare.
"Perché hai sporcato l'acqua che sto bevendo?" dice.
L'Agnello risponde tremando: Come posso io, o lupo, fare ciò di cui ti lamenti? Il liquido scorre dalla tue alle mie labbra."
Il lupo, respinto con la forza della verità, dice: "Sei mesi fa hai parlato male di me!"
L'agnello risponde: "Io non ero ancora nato."
"Per Ercole! E allora tuo padre ha parlato male di me!" risponde il Lupo, e l'afferra e lo sbrana dandogli una morte ingiusta.
Questa favola è stata scritta contro coloro che opprimono gli innocenti con cause pretestuose.
in letteratura, storie- saint seiya, la mamma dei cretini
24/01/2007
L'avete aspettata a lungo, ma la vostra pazienza è stata premiata.
Oggi ho aperto ufficialmente la pagina di Deep Blue Eyes (francine.altervista.org/FF/SaintSeiya/DBE/DBE.htm).
La storia sarà leggermente modificata e resa più scorrevole nella prosa, pur lasciandole quel tocco hardboiled che non guasta.
Ho pensato anche di scrivere un articolo per spiegare i quattro diversi Universi Paralleli in cui ho ambientato le mie storie sui Santi di Athena, per rendere più chiara e netta la differenza tra loro.
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Un'ultima cosa: scordatevi che farcirò le mie storie di mille e mille note volte a spiegare l'ovvio. Se qualcosa non vi torna, alzatevi e sfogliate un dizionario. Immagino saprete come si fa, o devo forse trattarvi da imbecilli?
in pensieri sparsi, cinema
29/12/2006
Aggiorno questo blog con lentezza abissale, ma purtroppo i lavori per il sito e una cosetta chiamata 'vita privata' mi reclamano tutta per loro senza possibilità d'appello.
Il fatto che questo spazio se lo filino due o tre anime pie, poi, mi lascia meno sensi di colpa e mi porta a prendermi ulteriore tempo per me stessa, e a scrivere qualcosa solo quando ho effettivamente qualche cosa di sensato da dire.
O quando voglio dire qualcosa.
Tirade sui blog e sulla bulimia mediatica a parte, vorrei scrivere l'ultimo post dell'anno facendovi partecipi di una riflessione che ho avuto ieri sera.
Si parlava del cinema di Walt Disney e di come questo si fosse cristallizzato in uno schema ben definito, con lo spazio alle canzoni che personalmente reputo ingombrante ed eccessivo.
Tutto questo, diceva Hosvaldo, perché il cinema disneyano si innesta sul filone del cinema degli Studios, ossia quel tipo di cinema dove allo spettatore è tolto qualsiasi pensiero.
Intrattenimento allo stato puro.
Prendiamo ad esempio un film adorabile, "Arsenico e vecchi merletti". La trama del film è irrilevante in questo contesto, potrebbe trattare di alieni che sbarcano sulla Terra, del primo bacio di una ragazza ritenuta bruttina, di una commedia degli equivoci, ecc...
Quello che è importante è che se mi metto seduta comoda in poltrona con qualcosa di sgranocchioso da mettere sotto i denti, il solo sforzo che farò, oltre a quello che dovrebbe suscitarmi la pellicola ( riso, pianto, rabbia, gioia, allegria...) sarà quello di guardare cosa accade, immagazzinare le battute, e, magari, finirò con l'essere tentata o meno di avvisare Mortimer o di scimmiottare Teddy e i suoi "Caaaaariiicaaaaaaa!!!!" urlati su per le scale.
Questo perché il cinema degli studios fornisce allo spettatore un prodotto finito, un mondo vero, reale, costituito in cui il fruitore possa rispecchiarsi.
Fateci caso: nelle cucine di questo genere di film ci sarà sempre spazio per una caffettiera, magari messa sul tavolo anche se nessuno la usa, oppure qualcuno prenderà dell'acqua dalla ghiacciaia anche se quell'azione risulta fine a se stessa. Questo perché il mondo presentato dev'essere ben riconoscibile e identificabile dallo spettatore di qualsiasi fascia d'età.
Ed arriviamo al nocciolo della questione.
Rimuginando strada facendo, mi sono accorta che io scrivo come se che avessi davanti agli occhi un film, e che questo film appartenga al genere degli Studios.
Sinceramente, non mi stupirei se da sinistra entrasse Cary Grant ed uscisse da destra.
Io fornisco tutto al lettore, suoni, colori, profumi anche, togliendolo dall'imbarazzante decisione di scegliere un colore per un vestito, d'immaginarsi i suoni del traffico all'ora di punta o l'olezzo persistente di chi si lava con il dopobarba.
Una presa di coscienza in quanto tale.
Non so se questo mi porterà ad esplorare nuovi modi di narrazione, se proverò a scrivere un pezzo come l'avrebbe fatto Kubrick ( anche eprché per scrivere come Kubrick bisogna avere la testa di Kubrick) o Antonioni ( stesso discorso fatto poc'anzi), e adesso come adesso non m'interessa.
Interessa, invece, ritornare a quelle cose che hanno fatto di me quella che sono, che mi aiutano a costruire le mie storie così come le vedo.
Perché i miei racconti, siano essi originali o no, sono piccoli mondi già creati in cui il lettore deve solo sforzarsi di andare a vedere come va a finire, possibilmente divertendosi?
Forse perché il novanta per cento dei film che ho visto appartiene al periodo degli studios? Ovvio.
È quest'andare à rebours che m'intriga non poco. magari finirò per scrivere nell'unico modo che so, magari inventerò un nuovo stile, o appenderò la penna al chiodo, chi può dirlo?
Ma in questo periodo di bilanci, di introspezione e di faccia a faccia con se stessi, m'affascina fare i conti con me, presentarmi nuda davanti a me stessa, senza fronzoli, pose o peggio ancora facili bugie.
Mi farà bene.
in comics
18/12/2006
A distanza di più di un mese, annuncio al popolo di naviganti sperduti sulla mia isola che ho aperto il mio personalissimo archivio. privato.
Sì, 'personalissimo' e 'privato' cozzano come un piatto di peperoni con lo zucchero, ma tant'è.
Perché questa pazza s'è aperta un archivio personale?
Molto semplice: sono tre anni che le mie storie hanno fatto capolino in pianta stabile su internet, e mi faceva piacere dare loro un posto, una casa.
Questo è il mio archivio, Il Fantastico Mondo di Francine.
Cosa trovere al suo interno?
Beh, le storie che ho scritto, che scriverò e tutte quelle che, per un motivo o per un altro non entreranno su Out of Time.
Perché lacune mie storie non dovrebbero entrare a far parte dell'Olimpo di OoT?
Semplice: alcune storie non soddisfano i prerequisiti del sito. E siccome la Legge è Legge, in special modo per chi la dovrebbe esercitare ( anche se nel mondo relae non è così), io chino la mia testa e mi adeguo.
Quanto alla storia su Superman Returns e all'assenza di questa da OOT, si veda il punto precedente.
Quanto al chiacchierato link esterno, occorre fare chiarezza.
Dama Gilraen mi aveva detto che non poteva postare la storia, in quanto poteva offendere le persone troppo sensibili verso certi argomenti tuttora attuali, come il crollo delle Twin Towers.
Tuttavia, per venire incontro a me e ai miei lettori, e a tutti coloro che l'avevano giudicata una buona storia ( finendo misteriosamente per votare per un'altra), la possibilità d'inserire un link esterno.
Io ho detto di no.
Mi spiace,e ringrazio Gilraen della disponibilità, ma non mi sembra saggio.
In primis, perché non ha senso reclamizzare qualcosa che cozza, anche se in parte, con la propria politica. Se foste laziali sponsorizzereste mai il negozio/sito di un amico romanista?
Io credo di no.
In secundis, perché se segnala il link esterno al mio archivio nei confronti di una storia che non è entrata tra quelle di Out of Time, dopo dovrebbe farlo anche con tutte le altre bocciate. Sarebbe follia!
Per questo ho chiesto che venisse tolto il link.
Se dovete pigliarvela con qualcuno, fatelo con la sottoscritta, ok?
Sempre relativamente a quella storia (Perché il mondo non ha bisogno di Superman), ringrazio pubblicamente Hosvaldo per il prezioso lavoro di correzione delle bozze, e per la santa pazienza che ha dimostrato nei miei confronti. Arriverà anche Hal, prima o poi.
E visto che sono in vena di ringraziamenti, un doveroso 'grazie' va a Lan Awn Shee per la bellissima e completa recensione che ha firmato su CLI- Circolo Letterario Impopolari.
Grazie di cuore per aver sottolineato un fattore per cui mi batto da tempo: il comprendere i personaggi anche se non si conoscono. Capire perché un personaggio agisce così, perché sceglie una strada e vedere ogni suo passo come un'azione naturale, non come se fosse tirato per i capelli dallo scrittore.
Ok, per il momento è tutto.
Anzi, no.
Un grazie di cuore ad Atlantis Lux.
Lei sa perché.
in pensieri sparsi, date
21/11/2006
La fine del secondo concorso di Out of Time.
Ci sono ben tre storie che sono arrivate ex-aequo ( per le bestie all'ascolto, è la grafia corretta) e che si stanno dividendo il podio in uno spareggio avvincente.
Questo a dimostrazione che cuore e cervello possono e devono essere collegati.

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